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Brassicaceae: salute d’autunno
Brassicaceae. È questa la parola d’ordine dell’autunno delle verdure.
Quando le temperature prendono a scendere e la stagione fredda avanza dalla nebbia mattutina, sulla tavola trovano spazio ortaggi dal sapore delicato e dall’alto tasso di salute: le crucifere. Un genere botanico che conta oltre 300 generi e oltre 300 specie tra piante, arbusti e ortaggi. La famiglia alla quale appartengono – tra gli altri – verze, cavolfiori, broccoli e cavoli.

In questo contesto, parliamo di cavoli, vegetali noti sin dall’antichità e celebri in cucina grazie alla loro versatilità. Di molteplici varietà, rappresentano un ventaglio di possibilità per amanti dei fornelli e salutisti. Brassica oleracea: questo il loro ‘vero’ nome. Un sostantivo che cela diverse varietà di ortaggio: cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo di Bruxelles, cavolo verza, cavolo rapa, per citarne alcuni. Generi nemmeno troppo diversi tra loro, in fatto di aspetto nutrizionale.

Vitamina B1 e C in gran quantità e, poi, antiossidanti, fibre e minerali, quali calcio, ferro, magnesio, iodio, fosforo, selenio, potassio.
Una vera miniera di sostanze nutritive, insomma.
Ma le virtù di questo alimento non sono finite.
 
Dall’alto potere saziante, infatti, il cavolo (in tutte le sue declinazioni) vanta un ridotto apporto calorico, con le sue 25 calorie circa per 100 grammi. Il prodotto ideale per diete depurative e ipocaloriche.

Senza contare le sue virtù antinfiammatorie: riscaldate una foglia di cavolo e sistematela per tutta la notte sull’area infiammata o sulla zona dolorante.
Una lista di proprietà che gli scienziati della University of East Anglia, in Inghilterra, arricchiscono con una nuova scoperta. Una rivelazione relativa all’intera famiglia delle brassicaceae. Secondo la ricerca degli studiosi, infatti, le crucifere sarebbero vere pozioni contro artrite e artrosi.
Gli esperti, infatti, hanno rilevato come queste contengano un composto in grado di rallentare la distruzione della cartilagine delle articolazioni. Parliamo del sulforafano, il quale agirebbe a sfavore di un enzima probabile fonte di questo deterioramento.

Via libera a cavoli e cavolfiori, dunque.
Attenzione, però: questo composto ‘miracoloso’ si disattiverebbe in cottura. Ideale sarebbe, quindi, consumare questi ortaggi crudi.
D’altra parte, è noto il cattivo odore che emanano, cuocendo. Ma perché?
I cavoli sono ricchi di composti di zolfo. In cottura, questi vengono liberati, causando quell’aroma tipico.

In questa fase, tuttavia, vengono liberate anche sostanze utili a livello nutrizionale. Per questo, è bene cuocere queste verdure nella pentola a pressione, oppure consumarle crude.
 
Ecco, dunque, qualche semplice ricetta di salute a base di crucifere.
Accompagnato da olive taggiasche, pomodorini secchi e capperi e condito con olio, aceto, sale e origano, il cavolfiore tagliato a fette sottilissime assume sapori mediterranei.
Più nordico (di origine irlandese) il coleslaw: l’insalata di cavolo cappuccio, carote e cipollotto bagnata con una salsa composta da yogurt, maionese, senape ed erba cipollina.
Dopo tutte queste informazioni utili, una curiosità in chiusura.
Perché si dice nascere sotto a un cavolo?

Si tratta di un’espressione proveniente dai Paesi Scandinavi, dove, un tempo, era tradizione regalare ai novelli sposi in cavolo, da disporre in vasi sul tetto della casa. Casa dove, in tempi antichi, si era soliti partorire. Facile capire che, allora, ‘nascere sotto al cavolo’ era – in qualche modo – una realtà.
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