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È tempo di vendemmia: alziamo i calici
I giorni che si fanno più corti, le foglie che si fanno aranciate, i frutti che si fanno dolci e maturi: è settembre, ed è tempo di vendemmia, il periodo di raccolta delle uve da vino. Attenzione: non di tutte le uve, ma esclusivamente di quelle da vino.
Settembre, sì, ma non siate pignoli: le scadenze della vendemmia non sono così rigide.

Posizione geografica, meteo stagionale, esposizione al sole, genere di uva e caratteristiche del vino che si desidera ottenere, infatti, sono variabili delle quali tenere conto, per stabilire il momento di raccolta ideale, che – in ogni caso – si colloca tra agosto e ottobre.
 
Elemento fondamentale è il clima: se l’annata è piovosa, la vendemmia va anticipata per evitare che gli acini marciscano; al contrario, se la stagione è mite e soleggiata, la raccolta può essere posticipata, ciò migliorando la qualità dell’uva.

Allo stesso modo, si procederà in modo differente in base alla regione (vi sembra possibile stabilire periodi comuni a Nord e Sud Italia, con le loro condizioni climatiche tanto diverse!?).
Quanto alle diverse specie, in generale, l’uva bianca matura prima di quella rossa.

A proposito di maturazione, per essere raccolti, gli acini devono avere raggiunto il giusto rapporto tra zuccheri e acidi. E un esperto lo sa.
Per i più, le differenze sono alla vista: il raspo deve avere cambiato colore (da verde a marrone) e deve avere assunto una consistenza legnosa, mentre l’acino deve presentarsi morbido, dal succo dolce al palato e mucoso al tatto.
 
Chiarite le premesse, parliamo della vendemmia vera e propria.
Innanzitutto: la raccolta si può effettuare a mano, piuttosto che attraverso l’utilizzo di specifici macchinari. Se la prima modalità garantisce vini di alta qualità grazie alla scelta accurata degli acini, la seconda non è da meno: evolutasi negli anni, unisce qualità dell’uva a rapidità di esecuzione.

Manuale, piuttosto che meccanica, la regola basilare è una: non raccogliere l’uva quando è bagnata.Pioggia e rugiada possono influire sulla qualità del mosto.
Allo stesso modo, è meglio evitare di procedere alla raccolta nelle ore troppo calde: le alte temperature potrebbero causare la fermentazione anticipata degli acini.
 
Ma, in tutto questo, qual è lo stato della vendemmia anno 2013?
Secondo Coldiretti, si prospetta un’ottima annata, con una produzione che potrebbe segnare un +3% rispetto allo scorso anno, per 42 milioni di ettolitri.
E poco importa se la vendemmia, quest’anno, prenderà il via con un paio di settimane di ritardo rispetto a 2011 e 2012: il frutto dolce delle viti anno 2013 si prospetta di alta qualità, grazie alla lenta maturazione conseguenza dell’estate senza eccessi climatici.

Ebbene, alziamo i calici!
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