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Convenzioni

Capodanno in tavola
Metti un nutrito gruppo di amici pronti a festeggiare;
metti una tavola sfarzosa, dominata dal rosso, dal bianco e dall’oro;
metti un copioso menù, composto da manicaretti gustosi e generosi…
Ed ecco servito il Capodanno ideale.
 
Eliminata ogni convenzione in fatto di abbigliamento e mise en place, in questo contesto, vogliamo porre l’attenzione sull’aspetto più appetitoso della notte più lunga dell’anno: la carta delle vivande.
Per chiudere dignitosamente l’anno appena trascorso e aprire altrettanto degnamente quello in arrivo, è (quasi) d’obbligo portare in tavola le pietanze della tradizione: ricette e piatti portafortuna, che si tramandano da tempo immemore.
 
Quando la mezzanotte scocca, ecco che, tra vini, bibite e spumati, trovano posto i piatti portafortuna del Capodanno, a partire dalle lenticchie ‘portasoldi’: con la loro forma tonda e appiattita simile a quella delle monete, i legumi sono simbolo di ricchezza fin dall’epoca romana. Dici lenticchie e pensi a cotechino o zampone: si tratta di una carne di maiale molto nutriente e, proprio per questo, emblema di abbondanza.
 
Portatore di abbondanza sarebbe anche il riso, con i suoi chicchi. Utilizzatelo per le vostre ricette, oppure impiegatelo come ‘decorazione’: spargetene una manciata sulla tavola, o preparate un sacchettino portafortuna per ogni ospite, oppure fatene un originale centrotavola, utilizzando un elegante vaso in vetro.
Non può mancare la melagrana, con i suoi preziosi granelli colore rubino, che sarebbero metafora di fertilità.
Altra frutta da servire agli ospiti è l’uva, tradizionale vettore di denaro e buona sorte tramandatoci dalla Spagna. D’altra parte, lo dice anche il celebre proverbio popolare: ‘Chi mangia l'uva per Capodanno conta i quattrini tutto l'anno’.
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