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Acini di fine estate: lode all’uva
Bianca, nera o rossa, dagli acini tondi o allungati, piccoli o grandi, morbidi o croccanti: ce n’è davvero per tutti i gusti...
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Acini di fine estate: lode all’uva
Dici uva e pensi al vino. E invece, no.
Per una volta, mettiamo sotto i riflettori il frutto simbolo dell’arrivo dell’autunno; il re (o, meglio, la regina) dolce del mese di settembre: l’uva.

D’altra parte, chi lo dice che la bevanda seducente prodotta della fermentazione di questo frutto abbia la meglio sulla sua versione in acini?
Bianca, nera o rossa, dagli acini tondi o allungati, piccoli o grandi, morbidi o croccanti: ce n’è davvero per tutti i gusti. E per tutte le regioni. Ogni zona d’Italia, infatti, vanta un genere di uva da tavola.
E, più che le differenze, sono le proprietà comuni a tutte le specie a fare dell’uva una preziosissima fonte di benessere.
 
Composta dal 75% di acqua e dal 25% di glucosio e fruttosio (glucidi), pectine e acidi organici, è ricca di vitamine (in particolare, A, B1, B2 e C), sali minerali (quali ferro, magnesio, potassio, calcio, fosforo e fluoro) e tannini - presenti soprattutto nella buccia -, la frutta è un concentrato di salute in grado di sostituire o arricchire il pasto.
Ma non è tutto.
Queste sferette di salute, prodotto della vite, sono una vera e propria miniera di zuccheri direttamente assimilabili (glucosio, mannosio, levulosio) in grado, quindi, di offrire energia immediata.
Le calorie!?” – chiederete voi, a questo punto. Cento grammi di prodotto ne forniscono 60-80.
 
A queste caratteristiche, si affianca un’elevata digeribilità.
Ma la lista delle qualità dell’uva è tutt’altra che chiusa.
Antiossidante, disintossicante e depurativa, favorisce la diuresi e regolarizza l’intestino.
E, se l’affaticamento post vacanze vi attanaglia, considerate che l’uva rossa presenta un alto contenuto di melatonina, che – al pari dell’ormone omonimo prodotto dal nostro corpo – regolarizza i ritmi circadiani (ovvero i ritmi sonno-veglia), favorendo l’equilibrio.
 
Insomma, l’uva non può proprio mancare sulla tavola dell’inizio di autunno.
E non si tratta solo di un dolce fine pasto o di una fresca merenda.
Questa frutta del benessere, infatti, si presta alle più svariate ricette: dai primi piatti alle pietanze, sino ai dessert.
 
Per soddisfare i palati amanti della prima portata, l’uva trova ampio spazio tra i risotti.
Per un piatto delicato, preparate un soffritto con la cipolla; unite il riso e fatelo tostare, quindi sfumate con il brodo. A questo punto, unite l’ uva bianca – dev’essere soda – e portate a termine la cottura, aggiungendo del brodo, di tanto in tanto. Mantecate con il formaggio grattugiato.
Per una versione ‘in bianco’ dal sapore più deciso, fate imbiondire una cipolla e aggiungete della salsiccia sbriciolata, quindi il riso. Versate il vino e lasciate che evapori, poi unite gli acini precedentemente privati della buccia e il brodo. Finite la cottura e mantecate con il formaggio grattugiato.
Più dolce, il risotto all’uva fragola. Ricavate un succo di frutta, Con il passatutto, frullate l’uva, ricavandone un succo denso. Fate soffriggere il porro e aggiungete il riso, poi sfumate con il vino rosso. Lasciate evaporare, aggiungete il brodo, quindi il passato di uva. Lasciate assorbire e terminate come sopra.
 
Tra i secondi a base di uva, il primato va al pollo.
Dal classico spezzatino preparato con bocconcini infarinati, passati in padella con dell’olio, sfumati con il vino bianco e conditi con uva bianca, alla più estiva insalata di carne bianca tagliata a tocchetti, lattuga, pomodorini, fagiolini, formaggio e uva bianca.
 
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