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Speciale buongiorno
Suona la sveglia, ti stropicci nel letto, sgranchisci le braccia e ti alzi, direzione caffè.
Siedi a tavola, silenzioso e in solitudine, oppure tra gli schiamazzi della famiglia già in ritardo, e sei pronto per la colazione.
 
“Il pasto più importante della giornata!”. Quante volte, durante l’infanzia, lo abbiamo sentito ripetere dalla mamma, mentre ci affannavamo a cercare pretesti per evitare quella tazza sempre troppo piena di latte!?
Ebbene, la mamma aveva ragione. Il primo pasto della giornata dovrebbe fornire il 15-20% delle calorie giornaliere e dovrebbe essere consumato entro un’ora dal risveglio, in modo tale che riattivi il metabolismo.
Ma che noia, quella tazza di latte e quei biscotti secchi. Pensando alla colazione, infatti, non immaginiamo qualcosa di diverso.
 
Eppure, in fatto di colazione, le possibilità sono pressoché infinite.
E, se alla versione dolce, proprio non sappiamo rinunciare, tanto vale considerare ogni variante, magari attingendo dai Paesi vicini. Se, in Italia, colazione significa caffelatte, fette biscottate e marmellata o biscotti, in Francia, si preferisce tè, spremuta d’arancia e croissant o baguette con burro e marmellata; mentre la Spagna vanta churros e cioccolata. E al bando la monotonia, insomma.
 
In realtà, la colazione dolce è una tendenza tutta mediterranea. Nella nostra area d’Europa, difatti, l’usanza vuole che ad aprire la giornata siano carboidrati (quali i cereali, generalmente immersi nel latte o nello yogurt) e fibre (la frutta, consigliata per il pasto del risveglio). Una tradizione data dalla nostra storia alimentare (basata sul grano) e dal clima (che favorisce la crescita di ortaggi).
 
Ma come funziona nelle altre parti d’Europa?
Al Nord, l’inizio giornata è decisamente salato: salumi, wustel e uova, in Germania; tè, bacon&eggs e pane tostato, in Gran Bretagna; aringhe, pane scuro e succo di frutta, in Scandinavia.
 
E, dall’altra parte del mondo?
Negli Stati Uniti, la tavola della mattina è arricchita da ogni genere di squisitezza: uova al tegamino e bacon, salsicce e immancabili pancake con sciroppo d’acero. Il tutto, accompagnato da caffè (americano, naturalmente) e orange juice.
In Asia, non manca il riso (e come potrebbe?): bianco in Giappone; con verdure, carne o pesce in Cina, dove è consumato assieme a ravioli al vapore.
 
Insomma, in fatto di colazione, si sprecano le idee – per buona pace dei palati che male tollerano la ripetitività sulla tavola.

Che siano torte della nonna o gallette e marmellata; uova sode o toast al prosciutto, ciò che conta è non saltare il primo pasto della giornata.
D’altra parte, le regole affinché sia corretto sono semplici e stabilite di recente dall’Associazione Italiana di Pediatria e l’Associazione Italiana dei Nutrizionisti.

La colazione, da consumare quotidianamente, deve essere equilibrata (sulla base di età e stile di vita) e deve rappresentare un pasto completo (quindi, deve essere composta da una prima portata - rappresentata dai carboidrati -; da un secondo piatto - composto dalle proteine di latte o yogurt, noci o mandorle, carne o uova - e dalla frutta).

Importante, poi, è variare: ogni mattina, portate in tavola un buongiorno diverso (in questo modo, l’alimentazione sarà varia ed eviterete la monotonia).

Ultima regola è la gratificazione. Niente più caffè al volo, consumato in piedi, al bancone del bar: dedicate alla colazione (e a voi stessi) il giusto momento di relax, per iniziare la giornata al meglio.
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