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Intramontabile cesto
L’albero, il presepio, i pacchetti. Tra le abitudini più sentite del Natale, ce n’è una che si tramanda da tempi lontani e che ha a che fare con i regali. Parliamo della cesta.

Un pensiero che sarebbe nato per necessità, il quale, però, non ha mai abbandonato le feste e che – a tutt’oggi - è uno dei presenti più scambiati e più graditi.
 
Vestiamo abiti contadini e torniamo al passato, quando l’Italia si stava lasciando alle spalle decenni di guerre. In questo contesto, si sarebbe diffusa la consuetudine di donare cesti colmi di squisitezze, per allontanare la minaccia della fame. Panieri zeppi di prodotti della fattoria che, per lungo tempo, gli agricoltori avrebbero donato alle personalità illustri, come sindaco e medico. Prelibatezze ‘di casa’, confezionate in casa.
 
Negli anni, il cesto ha cambiato forma, diventando il presente per eccellenza: l’augurio del datore di lavoro ai propri dipendenti; il pensiero per i parenti che vivono lontano; il buon Natale più apprezzato da amici amanti della tavola.
Nel canestro del 25 dicembre, infatti, gli alimenti della fattoria hanno fatto spazio ad articoli di consumo e uso quotidiano – non scomparendo, ma affiancandosi a questi ultimi.
Oggi, i prodotti della tradizione enogastromica si mescolano a gusti nuovi: accostamenti esclusivi, dal carattere moderno.
Insomma, il cesto è un pretesto per fare un regalo utile, gradito e di sicuro effetto. Un modo per condividere il piacere di assaporare sapori del territorio e, in qualche modo, viaggiare con la fantasia.
 
Perché il pensiero sia davvero gradito, però, è importante scegliere o composto il cesto sulla base dei gusti del destinatario.
Salumi e formaggi - magari accompagnati da pane raro e buon vino locale - sarebbero apprezzati dal cugino amante dei sapori semplici e di alta qualità, mentre non sarebbero l’ideale per la collega vegetariana, più avvezza ad alimenti ricercati: pasta preparata con farine insolite e latte vegetale delle più svariate tipologie.
L’amico amante della cucina autentica gradirà sughi artigianali e antipasti ricercati (come, ad esempio, paté), mentre la nonna tradizionale amerà scoprire, nel proprio cesto, panettoni artigianali e biscotti fatti in casa.
A proposito di ‘homemade’, ciò che conferisce valore speciale alla cesta è, senza dubbio, sono i prodotti preparati con le proprie mani, come limoncello o cioccolatini.
 
Non è tutto. I cesti natalizi di nuova concezione non propongono esclusivamente leccornie, ma aprono a infinite possibilità: dagli accessori per la casa agli articoli di tecnologia, da saponi e candele a oggetti o decorazioni ‘handmade’ per fare solo qualche esempio.
 
Insomma, per riempire un paniere di Natale, che sia tradizionale - piuttosto che moderno - due sono i segreti: fantasia e qualità.
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