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Sapori
Lo scrigno magico
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Non si può dire che sia invitante, anzi, raccolta dalla pianta quand'è ancora avvolta dal mallo verde e coriaceo, la noce se ne sta nascosta nel guscio come un tesoro difficile da raggiungere. Il suo valore, però, è noto fin dai tempi antichi, quando le noci erano considerate un simbolo beneaugurante per gli sposi, sui quali venivano fatte cadere in segno di buon auspicio, come si fa oggi con il riso.
Chissà perché, invece, l'albero maestoso da cui nasce la noce era guardato con sospetto. Forse perché, dando credito a una leggenda, si dice che all'albero del noce sia legato il dono della profezia. Per questo, secondo la credenza popolare, la notte di San Giovanni, il 24 giugno, le streghe si riunivano a migliaia sotto le sue ampie fronde per celebrare i loro riti. Il più famoso tra i ritrovi magici delle fattucchiere era il noce di Benevento, fatto sradicare dal vescovo Barbato nel VII secolo per troncare i riti pagani: le cronache del tempo riportano che l'albero continuò a ricrescere più volte nello stesso luogo.
Strano il destino di questa pianta solitaria e possente che può raggiungere i mille anni ci 30 metri d'altezza. Nel Medioevo era una delle risorse agricole più importanti, le noci erano il cibo quotidiano della popolazione e il loro olio, ricavato dai gherigli (i semi, che mangiamo) essiccati, schiacciati e pressati a freddo, sostituiva spesso quello di oliva. Ogni parte di questa pianta vanta caratteristiche importanti, a partire dal suo legno, molto pregiato e resistente, ricercato sul mercato. Le sue foglie, raccolte da maggio ad agosto ed essiccate all'ombra per un paio di giorni, possiedono qualità digestive, astringenti e toniche, vengono usate nel trattamento delle gastroenteriti e dell'ulcera, contro infiammazioni e malattie della pelle, e il decotto è un ottimo ricostituente per l'anemia. I gusci o il mallo bolliti venivano usati un tempo dalle donne come tintura per i capelli, mentre per combatterne la caduta preparavano un balsamo con gemme di noce fresche bollite a bagnomaria. I gherigli hanno tantissime proprietà nutritive: in primis rappresentano la frutta secca più energetica (100 grammi equivalgono a 652 calorie, mentre quelle fresche e morbide ne totalizzano circa 580), e i loro grassi non solo non aumentano il tasso di colesterolo dannoso nel sangue, ma concorrono alla sua riduzione grazie all'alta quantità di steroli vegetali e acido alfalnoleico che aiutano l'organismo a combattere le malattie cardiovascolari.
Le ricerche più recenti hanno dimostrato che mangiando tre noci al giorno si può ostacolare il rischio di infarto: 100 g contengono 9,2 g di acidi grassi Omega 3, praticamente il fabbisogno giornaliero per contrastare il colesterolo dannoso.
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